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sabato 15 gennaio 2011

L'Australia fra i fasti del tennis e le devastazioni delle alluvioni

Articolo tratto da "La Repubblica" (http://www.repubblica.it)

La Sharapova e la sua spalla malandata e i disastri umani e materiali della natura violenta che ha investito il Paese di GIANNI CLERICI MELBOURNE - Nella mia routine di scriba del tennis, non appena sbarcato, apro la televisione che offre notizie sull'Australian Open, e seguo l'intervista della bellissima Maria Sharapova, intenta a deplorare una non meno attraente, rosea, liscia spalla destra che ne ha interrotto i successi per più di un anno, ma che ora, dopo molto soffrire, dovrebbe essersi convinta a collaborare con la sua proprietaria per riprendere una vittoriosa carriera. Non ho finito di augurarmi di vedere Maria meno sfortunata che il programma muta, e la sorridente immagine della tennista viene repentinamente sostituita da un gruppo di persone piangenti, sul palcoscenico di uno scenario catastrofico. Dietro a quello che pare un coro di prefiche, intravvedo i frammenti di uno scenario apocalittico, mentre lo speaker illustra i risultati dell'alluvione che ha colpito Brisbane, causa lo straripare del fiume che da il nome alla città.

Dalla laguna di fango bruno rossastro che osservo incredulo, sporgono qua e là tetti di case, resti di staccionate, di rotaie, di alberi sdradicati, scheletri di auto, autobus, vagoni ferroviari, quasi
si trattasse di un presepe sconvolto da un folle, di qualcosa incredibile per essere un pezzo di realtà. Spiega, lo speaker, che a Brisbane qualcosa di simile era accaduto nel lontano 1974, e che dieci anni dopo, per prevenirne una ripetizione, si era costruita una diga a nome Wivenhoe, che doveva mettere al sicuro la città dagli eccessi di pioggia che rendono questo grande Paese non meno immune che dagli abituali grandi incendi della stagione calda.

Nel tentativo di razionalizzare in termini statistici il dramma, cadevano sugli incauti ascoltatori le cifre del disastro. In una città di due milioni di abitanti, l'alluvione aveva invaso e sommerso quarantamila edifici, lasciato senza tetto quasi un decimo della popolazione, cancellate millecinquecento strade e, quel ch'è peggio, causato una ventina di morti e una cinquantina di dispersi. Addirittura veniva riferito un flash dell'amministratore del Queensland, lo stato ferito , Andrew Fraser, che valutava per ora, i danni in sei miliardi di dollari australiani, una delle valute di recente più rivalutate del mondo nei riguardi del povero euro.

Ma simile considerazioni erano certo meno impressionanti della foto di una bimba dai grandi occhi azzurri, e dal sorriso aperto su due dentini da latte, Jessica Keep. Suo zio Darren Keep , vivo per miracolo, racconta la storia della disperata lotta di suo fratello Matthew nel tentativo di salvare la moglie Stacey, incinta, e i loro tre bambini. La corrente della casa inondata travolse Stacey, aggrappata con una mano a una grondaia, mentre con l'altra reggeva la piccola, finché entrambe si impigliarono in filo metallico, che finì col separarle. Come se ne rese conto, la mamma cessò di resistere, e venne trascinata via, sinché incredibilmente giunse un elicottero, il cui pilota rischiò la vita per salvarla".

Salvarla da che, mi viene da domandarmi, mentre il pilota dell'elicottero, Mark Kempton, dichiara in lacrime: "Non importa quanti riuscite a salvarne, anche perché per ognuno che tirate fuori ve ne sfugge un altro". Avrei chiuso vigliaccamente la TV, a questo punto, non fosse apparsa un'altra immagine, quella di uno specialista della difesa civile contro il fuoco. Sfuggito a infiniti incendi, Garry Jibson era impegnato nell'opera di salvataggio, quando il muro d'acqua ha travolto il suo camion da pompiere, sul quale cercava di sottrarre al pericolo la moglie Llync, suo figlio dodicenne Garry jr, e sua figlia Jocelyn, di cinque anni . Come ha scritto, in proposito, il giornale Herald Sun, Garry non ha ancora trovato la forza di comunicare il dramma all'unico suo figlio salvatosi, Zachary, di sette anni. Ma non credo sia il caso di continuare.

(15 gennaio 2011) © Riproduzione riservata

lunedì 3 gennaio 2011

Alluvione catastrofica in Australia sfollate oltre 200 mila persone

Articolo tratto da Repubblica (http://www.repubblica.it)

Un mese di piogge torrenziali ha finito per allagare un'area del Queensland grande come Francia e Germania. Tre le vittime sino ad oggi, ma secondo le autorità "il peggio deve ancora venire" SYDNEY - Il bilancio delle vittime per il momento parla di "soli" tre morti, ma è una cifra che non rende il dramma che sta vivendo lo stato australiano del Queensland. Le autorità stimano in 200 mila il numero delle persone colpite dalla improvvisa invasione delle acque che dopo un mese di piogge torrenziali hanno sommerso 22 centri rurali e una regione grande come la Francia e la Germania messe insieme. Non pare quindi un'esagerazione quando le autorità australiane parlano di "un disastro di proporzioni bibliche".

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Aerei ed elicotteri militari hanno cominciato a rifornire di generi alimentari e di prima necessità le zone inondate del nordest del paese, fra cui la città di Rockhampton (77.000 abitanti) presso la foce del fiume Fitzroy, dove il livello delle acque ha raggiunto i nove metri. L'aeroporto regionale è chiuso. Dopo un vertice con i servizi di emergenza, il capo della polizia del Queensland, Alistar Dawson, ha avvertito che l'alluvione potrà continuare ancora per un mese. La piena del Fitzroy è attesa per mercoledì. Secondo le prime stime, i danni superano il miliardo di dollari australiani (circa 750 milioni di euro) in un'economia che dipende da agricoltura, allevamento e miniere.

"Rockhampton dà l'impressione di essere in mezzo a un mare interno", ha dichiarato il primo ministro dello
Stato, Anna Bligh, dopo aver sorvolato la regione. "La quantità di acqua che scende lungo i fiumi è senza precedenti", ha aggiunto. "La regione colpita è la più grande del nuovo Galles del Sud e il peggio deve ancora arrivare per città come Rockhampton". Il primo ministro australiano, Julia Gillard, ha annunciato lo stanziamento di fondi d'urgenza per milioni a favore delle regioni più colpite dall'eccezionale ondata di maltempo. "Quando le acque si ritireranno e i danni saranno evidenti, è chiaro che dovremo lavorare con il governo dello stato del Queensland per ricostruire", ha dichiarato.

In un contesto del genere pare quindi quasi un miracolo se per il momento il tributo di vite umane si è fermato a tre vittime. Ieri la polizia aveva ripescato il corpo di una donna annegata, mentre oggi sono stati scoperti i cadaveri di un uomo scomparso da sabato in un fiume e quello di un automobilista la cui vettura è stata trascinata via dalle acque.

(03 gennaio 2011) © Riproduzione riservata