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giovedì 27 giugno 2013

Australia:Rudd, premier per seconda volta

da www.ansa.it

Ha giurato stamattina

27 giugno, 08:59

Australia:Rudd,premier per seconda volta (ANSA) - SYDNEY, 27 GIU - L'Australia ha un nuovo (ma non proprio) premier laburista. Kevin Rudd, che aveva ricoperto la carica dopo aver battuto i conservatori nelle elezioni del 2007 e prima di essere spodestato dalla sua vice Julia Gillard nel 2010, ha giurato stamattina davanti al governatore generale Quentin Bryce, dopo aver battuto ieri sera la Gillard con 57 voti contro 45 in una drammatica riunione del gruppo parlamentare laburista.

martedì 11 giugno 2013

L'Australia è pronta a scommettere sui «cervelli» italiani, studenti o lavoratori

da www.ilsole24ore.com


David RitchieDavid Ritchie
L'Australia è pronta a scommettere sui "cervelli" italiani. A dirlo è l'ambasciatore australiano in Italia, David Ritchie, che giovedì scorso ha aperto le porte della sua residenza capitolina per ospitare docenti, ricercatori e studenti dei due Paesi. Con l'obiettivo dichiarato di favorire la cooperazione e lo scambio tra i due governi (e non solo tra i singoli atenei) sulle iniziative per lo sviluppo del capitale umano.
Al di là degli accordi tra singole università come possiamo rendere più stabile la collaborazione tra Italia e Australia nella formazione del capitale umano?
Sono molto lieto che vi siano oltre 180 accordi di cooperazione in atto tra università italiane e australiane. Tali accordi sono volti a promuovere la cooperazione scientifica, ma anche lo sviluppo di corsi di laurea congiunti e scambi di docenti. Questi accordi contribuiscono a creare quei rapporti interpersonali, tra le università e i centri di ricerca, indispensabili per costruire e rafforzare la cooperazione nei settori dell'education e della formazione. Come ambasciatore vorrei davvero che questi accordi portassero a risultati concreti e non fossero solo dei pezzi di carta. Ritengo che il ruolo dei nostri due governi sia quello di incoraggiare una reale attività di questi accordi e certamente non intralciarli, celebrarne i successi e pensare a modi in cui si possano sostenere e promuovere ulteriormente tali collaborazioni. Dovremmo anche pubblicizzare la già molto attiva collaborazione che vi è tra di noi, ad esempio l'eccellente collaborazione tra i nostri ricercatori nelle aree più all'avanguardia della ricerca, della scienza e della tecnologia. Infine mi auguro di vedere più studenti italiani avvalersi dell'eccellenza accademica delle università australiane e considerare la possibilità di studiare in Australia. Vi è anche un ottimo sito (www.studyinaustralia.gov.au) che i giovani italiani possono consultare per avere qualche idea sulle opportunità esistenti.

Nel suo intervento di govedì scorso ha proposto la creazione di un «alumni network». A che cosa si riferisce?
In base ai dati statistici a mia disposizione vi sono attualmente circa 6.500 italiani che studiano in Australia. Questa cifra è alta ed è in aumento. Inoltre molti giovani italiani si stanno avvalendo del programma di visti Vacanza-Lavoro Italia-Australia. Ciò significa che contando tutti coloro che già hanno trascorso un periodo di studio o di ricerca in Australia e che sono rientrati in Italia, vi sono molti italiani che sono ex-studenti di università o altri istituti di formazione australiani. Le università australiane e altri istituti di formazione restano in contatto generalmente con i loro ex-studenti. In molti Paesi del mondo e dell'Europa, coloro che hanno studiato in Australia si riuniscono regolarmente per scambiarsi informazioni e parlare di possibili modi per cooperare e per rivivere la bella esperienza che hanno avuto in Australia. Ciò non avviene in Italia e vorrei davvero che accadesse. Questi italiani, che sono ex-studenti di università australiane o altri istituti di formazione in Australia, hanno un ruolo di fondamentale importanza per avvicinare i due Paesi e ciò e di beneficio per entrambi i nostri Paesi.

Il "Post study work visa" appena introdotto, che consente agli studenti internazionali che hanno completato un corso universitario in Australia di poter lavorare lì per un periodo compreso dai due ai quattro anni, potrà invogliare un maggior numero di italiani a scegliere l'Australia?
Penso proprio di sì. Completare un corso di studi universitari riconosciuto in Australia consente di fare domanda per restare a lavorare per un certo periodo di tempo in Australia. Ciò dovrebbe essere un forte incoraggiamento per tutti gli italiani, ma in particolare per i giovani.


L'Australia è pronta a scommettere sui "cervelli" italiani. A dirlo è l'ambasciatore australiano in Italia, David Ritchie, che giovedì scorso ha aperto le porte della sua residenza capitolina per ospitare docenti, ricercatori e studenti dei due Paesi. Con l'obiettivo dichiarato di favorire la cooperazione e lo scambio tra i due governi (e non solo tra i singoli atenei) sulle iniziative per lo sviluppo del capitale umano.
Al di là degli accordi tra singole università come possiamo rendere più stabile la collaborazione tra Italia e Australia nella formazione del capitale umano?
Sono molto lieto che vi siano oltre 180 accordi di cooperazione in atto tra università italiane e australiane. Tali accordi sono volti a promuovere la cooperazione scientifica, ma anche lo sviluppo di corsi di laurea congiunti e scambi di docenti. Questi accordi contribuiscono a creare quei rapporti interpersonali, tra le università e i centri di ricerca, indispensabili per costruire e rafforzare la cooperazione nei settori dell'education e della formazione. Come ambasciatore vorrei davvero che questi accordi portassero a risultati concreti e non fossero solo dei pezzi di carta. Ritengo che il ruolo dei nostri due governi sia quello di incoraggiare una reale attività di questi accordi e certamente non intralciarli, celebrarne i successi e pensare a modi in cui si possano sostenere e promuovere ulteriormente tali collaborazioni. Dovremmo anche pubblicizzare la già molto attiva collaborazione che vi è tra di noi, ad esempio l'eccellente collaborazione tra i nostri ricercatori nelle aree più all'avanguardia della ricerca, della scienza e della tecnologia. Infine mi auguro di vedere più studenti italiani avvalersi dell'eccellenza accademica delle università australiane e considerare la possibilità di studiare in Australia. Vi è anche un ottimo sito (www.studyinaustralia.gov.au) che i giovani italiani possono consultare per avere qualche idea sulle opportunità esistenti.

Nel suo intervento di govedì scorso ha proposto la creazione di un «alumni network». A che cosa si riferisce?
In base ai dati statistici a mia disposizione vi sono attualmente circa 6.500 italiani che studiano in Australia. Questa cifra è alta ed è in aumento. Inoltre molti giovani italiani si stanno avvalendo del programma di visti Vacanza-Lavoro Italia-Australia. Ciò significa che contando tutti coloro che già hanno trascorso un periodo di studio o di ricerca in Australia e che sono rientrati in Italia, vi sono molti italiani che sono ex-studenti di università o altri istituti di formazione australiani. Le università australiane e altri istituti di formazione restano in contatto generalmente con i loro ex-studenti. In molti Paesi del mondo e dell'Europa, coloro che hanno studiato in Australia si riuniscono regolarmente per scambiarsi informazioni e parlare di possibili modi per cooperare e per rivivere la bella esperienza che hanno avuto in Australia. Ciò non avviene in Italia e vorrei davvero che accadesse. Questi italiani, che sono ex-studenti di università australiane o altri istituti di formazione in Australia, hanno un ruolo di fondamentale importanza per avvicinare i due Paesi e ciò e di beneficio per entrambi i nostri Paesi.

Il "Post study work visa" appena introdotto, che consente agli studenti internazionali che hanno completato un corso universitario in Australia di poter lavorare lì per un periodo compreso dai due ai quattro anni, potrà invogliare un maggior numero di italiani a scegliere l'Australia?
Penso proprio di sì. Completare un corso di studi universitari riconosciuto in Australia consente di fare domanda per restare a lavorare per un certo periodo di tempo in Australia. Ciò dovrebbe essere un forte incoraggiamento per tutti gli italiani, ma in particolare per i giovani.

Lavoro in Australia? Le forze armate cercano personale straniero. Anche italiani

da www.ilsole24ore.com


Australia, le forze armate cercano personale straniero. Anche italiani - Caccia ai cervelli - Lavorare all'esteroAustralia, le forze armate cercano personale straniero. Anche italiani - Caccia ai cervelli - Lavorare all'esteroLavoro in Australia? Le forze armate cercano personale straniero. Anche italianiLavoro in Australia? Le forze armate cercano personale straniero. Anche italianiLavoro in Australia? Le forze armate cercano personale straniero. Anche italianiLavoro in Australia? Le forze armate cercano personale straniero. Anche italiani
Buone notizie per chi vuole cambiare vita (e Paese) lavorando nelle forze armate. L'Australian Defence Force sta cercando candidati non australiani e non in possesso di residenza permanente per l'inserimento in posizioni lavorative che al momento non possono essere soddisfatte dal mercato del lavoro locale. Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Australian Bureau of Statistic aggiornati a gennaio 2013, l'Australian Defence Force offre lavoro ad oltre 100mila persone, compresi impiegati part-time, riserve e giovani che partecipano al cosiddetto gap year, lavorando nell'esercito per un anno, per poi decidere se proseguire nella carriera militare o no.
I candidati ideali
Il personale militare e paramilitare straniero, con età inferiore ai 50 anni, rappresenta il serbatoio di candidati ideali per la marina (The Royal Australian Navy), l'esercito (Australian Army) o l'aviazione (Royal Australian Air Force). Fra le professionalità richieste non solo soldati, ma anche ufficiali di marina, marinai, aviatori, piloti, artiglieri e addetti ai reparti speciali (in questo caso con età compresa fra i 20 e i 30 anni). Si cercano pure dentisti, infermieri, fisioterapisti, tecnici della comunicazione e ingegneri con specializzazioni varie. Il dettaglio delle professionalità, con i compiti da svolgere e responsabilità durante il servizio, è consultabile sul sito ufficiale del dipartimento della difesa. Le qualifiche possono variare nel tempo: per questo motivo, quando specificato, si possono inviare candidature anche per posizioni non pubblicizzate.
I requisiti
Il requisito essenziale per poter inviare all'Oversear Lateral Transfer Scheme (OLTS, il programma di selezione del personale straniero) un expression of interest (EOI, un curriculum vitae dettagliato per iniziare le selezioni ) è l'esperienza: potranno accedere alle fasi successive e eventualmente ottenere una posizione lavorativa nel Dipartimento della Difesa i candidati attualmente in servizio in una forza straniera o che abbiano concluso il servizio da non più di tre anni. E, nel caso degli italiani, in cui l'inglese non è la lingua ufficiale del nostro Paese, i candidati dovranno dimostrare di avere un livello di vocational English, sostenendo l'esame International English Language Testing System (IELTS) e ottenendo un punteggio minimo di 5 in ogni sezione dell'esame (ascolto, lettura, scrittura, lingua parlata). Fra gli altri requisiti, il riconoscimento di titoli di studio conseguiti al di fuori dell'Australia, il superamento di una visita medica e l'invio di documenti per dimostrare che non esistano carichi civili e penali riguardanti il candidato. L'Overseas Lateral Transfer Scheme non è aperto a chi non ha esperienza in ambito militare: i cittadini stranieri potranno sottoporsi alle selezioni tramite un Australian Defence Force Recruiting agency solo dopo aver ottenuto una permanent residence.
La selezione
Le selezioni per l'Australian Army sono state chiuse lo scorso 31 maggio ma è possibile mandare i documenti per il 2014, con inizio del servizio previsto per il 2015. La marina accetta curriculum fino a fine luglio, per poi dare inizio al processo di selezione e ai colloqui. Gli interessati a posizioni lavorative per l'aviazione possono ancora inviare la candidatura per l'anno 2014/2015, con inizio del servizio a luglio 2014.
I tempi di attesa
Il tempo di attesa per conoscere la decisione definitiva del Diparmento della Difesa varia in base alla completezza dei documenti inviati e alla disponibilità immediata o meno del candidato. In genere la risposta ufficiale viene comunicata in circa 18 mesi. In caso di un iniziale riscontro positivo, i candidati riceveranno un application pack da completare per poter accedere ai colloqui. Una volta superate tutte le fasi di selezione e dopo essere stati ammessi nell'esercito, i candidati e le loro famiglie avranno diritto a una permanent residence australiana e dovranno impegnarsi a sottoporre la domanda di cittadinanza non appena ne hanno diritto, solitamente a tre mesi dall'inizio del servizio.