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mercoledì 6 novembre 2013

Verso l'accordo di libero scambio tra Australia e Cina

da www.ilsole24ore.com


L'Australia firmerà un accordo di libero scambio con la Cina entro i primi sei mesi del 2014. Dopo nove anni di negoziazioni, e un serio incidente diplomatico nei giorni scorsi che ha fatto correre il rischio di nuovi ritardi, Canberra dovrebbe portare a casa l'atteso deal. Ad affermarlo sono fonti interne al ministero degli Esteri, dopo che il ministro dell'Industria Ian Macfarlane, alla quindicesima edizione della China Mining Conference and Exhibition, ha sostenuto con fermezza: "È giunta l'ora di firmare l'accordo".
Macfarlane non ha nascosto la speranza di depositare sulla scrivania del primo ministro Tony Abbott un accordo finale prima della visita del premier australiano a Pechino prevista per l'anno prossimo. Macfarlane ha anche aggiunto che l'FTA vedrà l'Australia accogliere con favore ogni tipo di investimento proveniente dalla Repubblica popolare, un'affermazione che potrebbe non incontrare il favore dell'opinione pubblica australiana da tempo preoccupata per l'interesse cinese sull'economia del Paese down-under, e in particolare sul ricco settore delle materie prime e nell'agricoltura.
Incidente diplomatico - Nei giorni scorsi il futuro dell'accordo sembrava essere satato compromesso dalla decisione, da parte di Canberra, di confermare una decisione presa dal precedente esecutivo laburista: tagliare fuori l'azienda cinese Huawei dai piani di espansione della rete nazionale a banda larga del Paese-continente che comporteranno investimenti per 38 miliardi di dollari per motivi di "sicurezza nazionale". La decisione aveva profondamente irritato il Governo cinese ed erano in molti a giurare che ci sarebbero state ripercussioni sui negoziati.
I rapporti economici - La Cina è il maggior importatore di prodotti australiani e il principale partner commerciale di Canberra. I rapporti commerciali bilaterali tra i due Paesi ammontano a 122,3 miliardi di dollari australiani all'anno, secondo i dati più recenti, risalenti al 2012. La Cina è anche la terra di origine del maggior numero di emigranti verso l'Australia e del maggior numero di studenti internazionali. Pechino sta investendo pesantemente in Australia: gli investimenti cinesi diretti nel Paese sono cresciuti del 21% a 11 miliardi di dollari americani nel 2012. Il massiccio flusso di denaro alimenta le preoccupazioni degli australiani preoccupati dall'incremento dell'acquisto di terreni e fattorie da parte della Cina: secondo un recente sondaggio del Lowy Institute il 57% degli australiani non vede favorevolmente gli investimenti cinesi nel Paese down-under.
Le materie prime – Le rassicurazioni di Mcfarlane sembrano preparare il terreno a nuovi investimenti cinesi, dopo che le relazioni tra i due Paesi hanno subito una battuta d'arresto nel 2009 a seguito del fallito tentativo di Chinalco di acquistare una maggior quota in una dei principali gruppi minerari australiani. Successivamente, tuttavia, il 19 agosto 2009 la società petrolifera cinese PetroChina ha firmato un accordo da 50 miliardi di dollari australiani con ExxonMobil per acquistare gas liquefatto naturale del Western Australia. Il contratto rappresenta il maggior deal firmato tra Cina e Australia che assicura una fornitura di LPG a Pechino per i prossimi vent'anni.

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